Julka di Simonetta Ottone

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U L K A

di Simonetta Ottone

” Le lettere delle donne si perdono, non fanno storia anche se hanno intrecciato e subordinato la propria esistenza a quella di un protagonista”. Adele Cambria

JULKA è una storia dilatata in un tempo lungo di uno spazio immenso.

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Julka nasce dalle lettere, taciute, di Julca Schucht, moglie di Antonio Gramsci. Al centro il novecento, visto con gli occhi di chi al suo interno, non ha avuto né voce, né nome. Le donne non scelgono, ma quietamente si ammalano, impazziscono, si ribellano così, per non tradire. Come accade loro, alle tantissime donne ignote, cadute e sacrificate in nome di una storia che non hanno scritto e dalla quale sono state cancellate.

Tantissimi nomi femminili, pazienti e taciuti. Tantissimi figli, consegnati agli Stati come ostaggi.

Figli protagonisti involontari delle loro piccole storie individuali, contrapposte a una storia grande e collettiva. Mai compiuta pienamente.

In Julka si narra, incarnando l’atto sacrificale di sé, di parti di noi sparse in una diaspora che travalica l’eterno, migliaia di giorni e di chilometri di niente.

Corpo e Parola ciò che rimane, per far convergere tempi di un tempo tanto disumano.

Ma la Parola si frantuma, inascoltata. E la Danza è un rituale, magico, grazie al quale le cose si possono ancora avverare. O vedere. E la voce, non più silente, si può lanciare oltre, insinuandosi in spazi, piccoli, che vibrano di noi. E la Musica, che come la Politica è una ricerca disperata di armonia, rimane l’unico filo senza fine che lega generazioni e sogni, e mai le tradisce.



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