Franca Rame: Una violenza inaudita

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*a cura di Franca Rame

Molti anni dopo, il giudice Salvini conclude un’inchiesta su movimenti eversivi di destra e su attentati compiuti nel periodo ’73-’74 da fascisti e da criminali comuni con l’appoggio e in certi casi sotto la direzione delle forze dell’ordine. Durante le indagini il giudice riceve la testimonianza di un generale dei carabinieri, Nicolò Bozzo, da poco in pensione, che al tempo della mia aggressione prestava servizio al comando della Divisione Pastrengo con il grado di capitano. Nelle sue dichiarazioni il generale diceva di ricordare bene quella giornata del Marzo ’73 (…) Il giudice istruttore di Milano Guido Salvini ha concluso la sua inchiesta sull’eversione nera: 92 volumi, 60.000 pagine di carte, più di 400 interrogatori. Ha messo così insieme il mosaico delle attività delle organizzazioni di destra Avanguardia Nazionale, La Fenice, Ordine Nuovo, documentando responsabilità e connivenze di apparati dello Stato in contatto con la CIA e rinviando davanti la corte d’Assise quei pochi personaggi rimasti sulla scena e per i pochi reati non prescritti.
“L’azione – scrive il giudice – era stata suggerita da alcuni ufficiali dei carabinieri della Divisione Pastrengo, nel quadro sostanziale di cobelligeranza esistente all’epoca fra alcuni settori di tale Divisione e di estremisti di destra” (…) In quella caserma circolavano parecchi personaggi di spicco, fra questi, Licio Gelli, Gastone Nencioni, Giorgio Pisanò, Franco Maria Servello, Adamo Degl’Occhi, quindi anche parlamentari.

* estratto da il libro Una vita all’improvvisa di Franca Rame e Dario Fo Guanda Edizioni 2010



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