Asuncion Juanico: Servizi sociali e affidamento dei minori

sunsi juanico intervista minori

a cura di Asuncion Juanico
Assistente Sociale Tribunale minorile di Roma

 

Il lavoro di prevenzione e di sostegno nelle situazioni di fragilità delle famiglie e delle coppie richiede l’attivazione di servizi atti all’ascolto dei bisogni e alla prevenzione dei conflitti, del monitoraggio sociale sul territorio, di educativa familiare e di mediazione familiare. In particolare occorre prevedere forme di accompagnamento alle famiglie ed ai minori.

Nell’organizzazione dei Servizi Sociali territoriali è necessario prevvedere la presenza di profili professionali che si occupino di suddetta utenza con competenze specifiche di famiglie e minori, con un impegno complessivo di lavoro che renda possibile l’affiancamento alle famiglie in difficoltà, in una logica preventiva finalizzata alla rimozione degli ostacoli, attraverso la programmazione di attività e progetti nell’ottica dell’integrazione sociosanitaria.

La disfunzione genitoriale. Situazioni multiproblematiche costituiscono fattori di rischio per la genitorialità: appare con modalità di cura inadeguate verso i figli (trascuratezza, ipercura, stato di abbandono, abusi, maltrattamenti anche di natura psicologici, incuria) con gravi conseguenze per il sano e sereno sviluppo psicofisico dei figli; contesti familiari critici e condizioni d’impedimento temporanee alla crescita dei figli sono mottivo di allontanamento.

L’obiettivo prioritario dei Servizi Sociali territoriali, è quello di prevenire gli allontanamenti di minori dalle proprie famiglie: laddove non sia possibile evitare ciò, occorre orientare gli interventi al recupero della capacità genitoriale della famiglia di origine ed alla rimozione delle cause che hanno impedito l’esercizio delle funzioni educativa e di cura. Il fine è garantire il rientro del minore in famiglia, nel più breve tempo possibile garantendo il rispetto del principio di continuità dei rapporti familiari/parentali.

Il provvedimento di allontanamento del minore emmesso dalla Magistratura deve contenere elementi di elasticità al fine di poterlo adattare alla situazione contingente. E´ utile che l’autorità giudiziaria dia eventualmente disposizioni più precise ove dovessero sorgere rilevanti difficoltà nell’esecuzione del provvedimento. L’allontanamento non può essere considerato un momento a sé stante bensì parte di un percorso di cui è solo un tassello, con la conseguente necessità di formulare in concreto un progetto più ampio nel quale il provvedimento si inserisce. E’ opportuno acquisire, ove possibile, il consenso o quanto meno limitare le resistenze degli interessati. Ed in ogni caso facilitare la comprensione delle ragioni del provvedimento.

Gli operatori che eseguono il provvedimento di allontanamento devono essere specializzati: è necessario prevedere un’équipe stabile multiprofessionale per accompagnare all’evento, possibilmente composta da professionisti diversi da quelli che hanno in carico il minore e la famiglia; Il rapporto professionale va salvaguardato tra assistenti sociali e coppia genitoriale

Sarà cura dell’équipe multidisciplinare all’inserimento dei minori in strutture di accoglienza, di tipologia adeguata all’età e alle caratteristiche del minore, la collocazione presso queste strutture deve essere strettamente limitata al periodo necessario all’elaborazione di un progetto di rientro nel nucleo familiare; e qualora questo non sia possibile, si tenderà ad un affido intra o extra familiare o ancora all’adozione.

L’Affidare, il “dare in custodia”, si collega propriamente al tema della fiducia.

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Le fasi dell’affidamento prevedono: il pre-affido atto alla conoscenza del bisogno, la valutazione delle risorse, la realizzazione del progetto e la stesura di un atto d’impegno e consenso. La fase attuativa dell’affido prevede la verifica in itinere; il post-affido con una verifica finale con rientro del minore nella propria famiglia d’origine.

L’abbinamento è il processo in cui viene individuata la famiglia affidataria il piú adeguata e rispondente ai bisogni del minore e del suo nucleo di origine, è lo snodo di raccordo tra la formazione delle famiglie e lo specifico progetto di affido.

La richiesta d’affido viene effetuata dal Servizio Sociale territoriale che ha in carico il minore e deve contenere una descrizione profonda del minore e delle dinamiche familiari, le mottivazioni per cui si ritiene necessario l’affido specificando quale tipologia è più adatta agli obiettivi perseguiti. Vanno inoltre considerate: la modalità di frequentazione fra il minore e la sua famiglia di origine e la modalità di rapporto fra il nucleo di origine e gli affidatari, gli interventi a sostegno del minore, della famiglia di origine e degli affidatari, le modalità di monitoraggio e quelle di verifica.

Il minore è il centro dell’intervento, quindi il suo consenso non può essere marginale: Bisognerà sempre valutare la condizione emotiva dello stesso rispetto all’eventualità dell’affidamento e ascoltare il suo parere.

La proposta d’ affido viene effetuata dal Centro Servizi Affido. La scelta degli affidatari inizia dal percorso di formazione in cui vengono analizzati e approfonditi diversi ambiti: la storia personale, di coppia e della famiglia, la motivazione correlata al ciclo vitale della persona, della coppia e della famiglia, la disponibilità specifica espressa.

L’attuazione d’affido avviene in maniera condivisa tra il Centro Servizi Affido e il Servizio Sociale territoriale attraverso: colloqui con gli affidatari individuati; la rielaborazione delle informazioni acquisite e la valutazione delle ipotetiche alternative di abbinamento; prevedendo poi un avvicinamento graduale tra minori, famiglia di origine e affidatari; la formalizzazione dell’affido attraverso la compilazione e sottoscrizione di moduli dell’atto d’impegno e dell’atto di consenso.

L’affidatario deve avere necessariamente una grande adattabilità: la genitorialità che sperimenterà a contatto con i minori in affido sarà diversa rispetto da quella con i propri figli.

L’accettazione della diversità, l’empatia, la solidarietà verso l’altro, la disponibilità ad ascoltare e accogliere il disagio, il sentirsi capace di farsi carico dell’altro, sono delle caratteristiche da ricercare in ogni affidatario.

Una volta individuati, gli affidatari si occuperanno del minore, provvedendo alla cura, al mantenimento, all’educazione ed all’istruzione nel rispetto della sua identità culturale, sociale e religiosa.

Ci si aspetta responsabilità e consapevolezza dei propri limiti, dagli affidatari i quali dovranno essere disposti a cooperare ed attenersi alle indicazioni dei Servizi Sociali territoriali ed a rapportarsi con la famiglia di origine.

Sarà cura dei Servizi Sociali territoriali mediare fra le richieste patologiche della famiglia di origine e le aspirazioni salvifiche della famiglia affidataria.

L’affido è un intervento psico-sociale complesso che crea paure ed insicurezze in tutti gli individui coinvolti; gli operatori agendo in sincronia e confrontandosi con il resto dell’ équipe possono avere un ruolo rassicurante nei confronti di ciascuno.



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